Stai ponendo attenzione al tuo presente?

Physical distancing. Image created by Samuel Rodriguez. Submitted for United Nations Global Call Out To Creatives – help stop the spread of COVID-19


La situazione pandemica che stai vivendo ti costringe a fare i conti con nuove abitudini, nuovi ritmi e nuove necessità. La pressione che puoi sentire nella gestione di questi nuovi comportamenti, che devi necessariamente imparare in tempi molto rapidi, può causarti un grande senso di pesantezza. Il risultato è che le tue giornate diventano lunghe, spesso una è uguale all’altra, e tanti stimoli ti attivano, facendoti sentire sopraffatt*.

Un modo per gestire questo complesso periodo può essere quello di identificare uno spazio sicuro dove confrontarsi e dare voce a sensazioni ed emozioni che ti trovi a provare, parlandone con un* professionista.

Apsicologa si confronta con la collega Serena Liotta, psicologa clinica e psicoterapeuta cognitivo comportamentale per conoscere insieme la mindfulness, una pratica di cui ultimamente si sente molto parlare.

La mindfulness è un programma di riduzione dello stress basato sul rilassamento.

Nasce negli anni ‘70 in America, ideato da Jon Kabat Zinn, biologo molecolare appassionato di pratica meditativa, che la inserì all’interno di un protocollo per la riduzione di ansia e dolore cronico.

Mindfulness:

  • significa “porre attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante” (Kabat-Zinn, 1990)
  • è una pratica articolata sulla meditazione, una tecnica mente corpo, che ha alla base l’accettazione
  • praticata quotidianamente insegna a coltivare l’attenzione e l’accettazione in modo saggio, salutare e pulito: permette di conoscere se stess* e accettarsi per quello che si è realmente, di radicarsi nel momento presente e di conseguire uno stile di vita sano, contro stress e ansia.

Alla base di questa pratica c’è l’accettazione: lasciare andare la lotta contro i pensieri e le emozioni difficili che stiamo provando in questo periodo. Non ci devono piacere, ma non li combattiamo più, né vi opponiamo resistenza. È normale provare paura ed ansia in questa situazione di incertezza: possiamo lasciare che entrino a far parte della nostra esperienza e possiamo permettere loro di passare quando è il momento.

La mindfulness è un allenamento fondato su esercizi specifici che coinvolgono il corpo e l’attenzione: il fine è coltivare l’abitudine alla consapevolezza per conseguire uno stato mentale più incline alla soddisfazione e alla felicità. Prestare attenzione al corpo, ai sensi e alle emozioni, anche spiacevoli.

Vi sono comprovate evidenze cliniche e scientifiche che mostrano come la mindfulness abbia effetti positivi su varie patologie e disturbi, ma anche sul benessere e nella vita quotidiana. Diversi studi infatti hanno rilevato una riduzione dei sintomi dell’ansia e un miglioramento dell’umore, della visione di sé e della qualità della vita.

La mindfulness non è una pratica fine a sé stessa, non si limita solo alle meditazioni e non è solo una pratica rigida e formalizzata. Vi sono delle meditazioni chiamate non strutturate, che permettono di essere presenti e consapevoli mentre svolgiamo le attività quotidiane: si può quindi estendere e sperimentare in ogni momento della vita di tutti i giorni. Quando si guarda, si ascolta, si pensa, si parla, si cucina, si mangia o si lavora, nei momenti facili e in quelli difficili.

L’obiettivo della mindfulness è proprio quello di rilassare mente e corpo, di entrare in contatto con la nostra esperienza, di accettare quello che della nostra vita non si può cambiare. 

L’avvento della pandemia ci ha messo a dura prova, poiché ci è stato chiesto di abbandonare le nostre attività, di non uscire, di stare in casa in una situazione di reclusione forzata, e questo stravolgimento della nostra vita è inevitabilmente fonte di stress.

Mai come in questo momento, è importante fermarci e prendere contatto con noi stess*, con il qui e ora, fermare la mente che vaga nel futuro o tra le mille informazioni che ci bombardano, trovare un posto rassicurante, dentro di noi.

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