Uno swipe può cambiarti la vita per sempre?

Scritto in collaborazione con Alessio Masturzi, psicologo e allievo in pratica guidata presso Istituto per la Ricerca e la Formazione in Mediazione Familiare (I.R.Me.F.)

Siamo nel 2022 ed ormai l’espressione dating app è diventata familiare a tuttə noi. Che tu sia iscrittə o meno, sicuramente hai un’opinione in merito, o comunque  di certo è stato un argomento su cui ti sei interrogatə. Questo perché l’uso che se ne fa è in continuo aumento, e un picco di utilizzo è stato incentivato dalla diminuzione delle possibilità sociali indotte dalla pandemia.

Basti pensare che nel secondo trimestre 2020 gli utenti di Tinder sono aumentati di oltre 2 milioni, passando da 8,2 a 10,4 milioni e, nel terzo trimestre 2021, le app di match hanno visto un aumento degli utenti paganti del +16%.
Già ad un primo sguardo possiamo intuire le ragioni di questi aumenti: la ridotta socialità portata dalla pandemia, unita alla facilità ed immediatezza d’uso delle app ha portato più persone a superare eventuali resistenze e ad iscriversi.

Ma è vero che uno swipe oramai potrebbe veramente cambiarti la vita per sempre?

Il truffatore di Tinder, docufilm uscito recentemente sulla piattaforma Netflix, ci dice di sì: davvero uno swipe può cambiare la vita di una persona. Già il titolo fa intendere come questo cambiamento possa essere un po’ forte e difficile da affrontare, ma può aprire la porta a una serie di riflessioni sulle dating app

Per questo motivo, è importante conoscere per orientarsi e fare al meglio le proprie scelte. Occorre porsi delle domande, perché entrare in una dating app può voler dire tante cose, chiama in causa tanti aspetti, variopinti e multipli, da saper vedere in maniera lucida.

Prima di fare swipe, o proprio nel momento in cui lo stai facendo prova a porti queste domande.

Ma tu cosa cerchi? 

Puoi cercare qualcosa di “avventuroso”, quell’elemento di novità nella tua vita sentimentale; oppure puoi avere meno aspettative, e sentirti apertə ad ogni possibilità; oppure, ancora, può risultarti invece difficile trovare altre modalità, perché “trovare il principe azzurro nella vita reale è faticoso”, come dice una delle protagoniste de “Il truffatore di Tinder”.

Ma soprattutto, quali desideri stai proiettando?

Puoi partire dal “chi” stai cercando, ma è importante che tu rifletta anche su quali desideri vuoi proiettare su questo luogo virtuale. Perché non si tratta solo di uno schermo, una chat, una foto. Si entra in un mondo, dove ci si presenta, e si sceglie come farlo, ci si sente vistə e, chiaramente si guarda.

Virtuale e reale non sono due opposti, ma piuttosto un continuum, due mondi comunicanti che devi essere consapevole di star caricando di aspettative, vissuti emotivi, e speranze. E queste aspettative possono alimentarsi sempre di più fino ad arrivare all’idealizzazione. Idealizzazione quasi fisiologica, perché vedere il profilo di una persona in un’app non ti permette di avere informazioni dettagliate. Questo sviluppa nel cervello la tendenza a rimpiazzare questa mancanza di dati con informazioni positive, a proiettare nella persona le caratteristiche di persone che già conosci (Bargh et al., 2002), e a dare per scontato che l’altra persona abbia caratteristiche simili a te (Norton et al., 2007). Apparentemente tutto parte da un  “ciao” in chat, anche se in realtà l’idealizzazione può nascere ancor prima, da un match e/o dalla visione di foto e da un profilo.

Quali rischi senti di correre nell’usare app di dating?

Tra uno swipe e l’altro in un’app di dating, in poco tempo si ha accesso ad un’elevata quantità di informazioni. Foto, bio, attività lavorativa, e chiaramente la  geolocalizzazione. Sta a te scegliere quali foto mettere, cosa scrivere sul tuo profilo, quali parti di te vuoi mostrare e quali invece no.

Per forza di cose, ti esponi per far sì che le altre persone possano vederti, incuriosirsi, e notarti. E nel momento in cui sei in gioco, ti esponi automaticamente al rischio: dal vivere le app di dating come un loop infinito in cui ti sembra sempre che sia qualcun altro dietro l’angolo che ti possa piacere di più, all’innamorarti di una persona che non ha voglia di impegnarsi in quel momento, fino al rischiare di Innamorarti di qualcunə che arriva a truffarti, proprio come è accaduto alle ragazze de “Il truffatore di Tinder”.

In generale, ragionare sulla tua percezione del rischio è fondamentale: è importante valutare i rischi potenziali associati alla messa in atto di un comportamento, prendendone in considerazione le conseguenze, sia immediate che future. 

Puoi a volte sottovalutare il rischio associato alla condivisione di una tua informazione privata, poiché vedi gli aspetti positivi dell’altra persona, che sta rispondendo ai tuoi bisogni di vicinanza affettiva ed emotiva. Così facendo rischi però di idealizzare troppo qualcuno che ancora non conosci bene.

La condivisione di parti di te può portarti ad avere alcune resistenze. Fai una lista di ciò che senti possa farti paura e chiediti: cosa sono prontə a superare?

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