Lockdown emotivo

Photo by Philip Mroz on Unsplash

Stringo i denti e vado avanti
Ho sempre il sorriso
Va tutto bene

In questo mondo complesso, spesso rischiamo di mettere in atto un ‘lockdown’ emotivo: decidiamo, anche inconsapevolmente, di allontanare le emozioni. Le nascondiamo, le neghiamo, e finiamo per chiuderle.

E spesso le emozioni che tendiamo a occultare sono proprio quelle più ‘scomode’, quelle che magari definiamo ‘negative’, ‘brutte’ o ‘spiacevoli’.

Cosa accade quando giudichiamo noi stessi nel momento in cui proviamo rabbia, tristezza o abbiamo una sensazione di malessere? Una nostra prima reazione potrebbe farci dire ‘vorrei che finisca’, ‘cosa posso fare per non provare più dolore’, come a voler cercare una formula magica per interrompere quello che stiamo provando. Cerchiamo i modi per mettere a tacere queste sensazioni, come a voler spegnere un allarme che sta suonando all’impazzata.

E però rischiamo. Rischiamo di bloccarci e dare delle risposte rigide a queste emozioni spesso difficili da ascoltare. Rischiamo di assumere una posizione quasi ‘ingessata’, e di incastrarci in una falsa positività. Ricordiamoci che queste emozioni ‘scomode’, sono emozioni funzionali per rapportarci con il mondo e con la varietà degli eventi e delle situazioni con cui ogni giorno facciamo i conti.

Le nostre emozioni sono come dei segnali luminosi che ci avvertono delle cose a cui teniamo, che hanno un significato per la nostra vita. Pensiamo a quando sentiamo una forte rabbia in una determinata situazione: riconoscerla, e chiederci il perché la stiamo provando ci dà degli indizi importanti per capire quali sono i nostri valori, quali sono le cose a cui teniamo e che ci motivano. Questo ci aiuta a capire la direzione che vogliamo prendere.

Ignorare i ‘segnali luminosi’ delle emozioni che percepiamo come scomode e indesiderate, può farci sentire in controllo della situazione, come a dire ‘sto male, ma riesco a non darlo a vedere’. E invece, nel momento in cui le ignoriamo, sono proprio le nostre emozioni a prendere il controllo, e verranno comunque fuori, magari in momenti in cui saremo ancora meno pronti ad accoglierle.

Possiamo far qualcosa per sciogliere la nostra rigidità e imparare a rapportarci in maniera funzionale con tutte le sfumature delle nostre emozioni: allenarci. Allenarci a praticare l’agilità emotiva: conoscere, accettare e includere nella nostra esperienza la varietà delle emozioni che proviamo, dalle più piacevoli alle meno gradite, da quelle che ci sorprendono, a quelle che ci spiazzano.

E per allenarci è importante chiederci:

Come mi sembra di sentirmi in questo momento? Come posso descrivere quello che sto provando? Cosa mi sta dicendo questa emozione?

E allenandoci, possiamo diventare sempre più agili a riconoscere ciò che proviamo, a guardare alle nostre emozioni con curiosità, farle nostre e accoglierle nella nostra vita. Perché tutte le emozioni sono nostre alleate nell’aiutarci a capire quali sono i nostri valori e desideri, e a mettere in atto comportamenti nella direzione che vogliamo.

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